Il porto canale di Cesenatico all'alba — barche da pesca tradizionali ormeggiate.

Chi siamo

Una bottega piccola, un'idea precisa di mare.

Dopo otto anni nelle cucine più rumorose d'Europa, Matteo Belluzzi è tornato a Bologna per fare la cosa più radicale che potesse: una stanza piccola, ventotto coperti, e l'Adriatico cucinato senza performance.

  1. Capitolo 01

    Otto anni di cucine,
    ovunque tranne Bologna.

    Matteo Belluzzi, ritratto a mezzobusto nella penombra della bottega.

    Matteo Belluzzi non aveva ventun'anni quando ha lasciato Bologna con uno zaino e l'inglese mediocre. Stage al Noma di Copenhagen, due stagioni alla Etxebarri nei Paesi Baschi a fissare il fuoco vivo di Bittor Arginzoniz, una linea di servizio alla Locanda Locatelli a Londra, una spalla rotta al Frantzén di Stoccolma.

    Ha imparato la disciplina nordica, la grammatica del fuoco basco, la versione anglosassone del cucinare italiano. E ha imparato, soprattutto, che cos'era che non voleva: la spuma, il tweezer, il racconto della pietanza al tavolo, il menu da diciotto portate.

  2. Capitolo 02

    Tornato a Bologna,
    con un'idea precisa.

    Matteo Belluzzi sfiletta uno sgombro al banco di marmo della bottega.

    Nel 2020, con uno stipendio liquidato e nessun piano, è tornato. Voleva una bottega, non un ristorante. Una stanza dove il pesce non finisse in vetrina ma in pentola, dove i clienti si chiamassero per nome e non per numero di tavolo, e dove la lista dei vini fosse lunga il doppio del menu.

    Sardina è arrivata in un giorno di novembre, in Via della Repubblica. Ventotto coperti, un bancone di marmo, una vetrina sul portico. Il nome veniva da un soprannome dell'infanzia, ma la decisione era da adulto: niente fine dining, niente performance, solo Adriatico fatto bene.

  3. Capitolo 03

    Tre mattine al porto,
    e una cantina che parla.

    Matteo Belluzzi davanti alla parete dei vini della bottega, una bottiglia in mano.

    Tre mattine a settimana, prima dell'alba, qualcuno parte da Bologna verso il porto di Cesenatico. Si torna con quello che il mare ha restituito quella notte: vongole, canocchie, sgombri, un branzino selvatico abbastanza piccolo da essere serio. Il menu del giorno si scrive a mano sulla lavagna, e cambia con il pesce.

    La cantina è l'altra metà del lavoro. Solo piccoli produttori, vini naturali e biodinamici, una selezione corta e ostinata — Friuli, Etna, Soave colli, qualcosa dalla Loira per gli ostinati. Bere a Sardina è una scelta, tanto quanto mangiarci.

La cosa più radicale che potessi fare
era piccola.
Matteo Belluzzi
  • 01

    Tre mattine a settimana al mercato del pesce di Cesenatico.

  • 02

    Un menu che si scrive a mano sulla lavagna, ogni giorno diverso.

  • 03

    Una cantina di soli piccoli produttori, naturali e biodinamici.

Vi aspettiamo

Sotto il portico,
con la lavagna del giorno.